Flash sulla stagione d'allevamento 2000

Qualche rappresentazione fotografica e qualche considerazione di selezione e di genetica sulla stagione riproduttiva appena trascorsa, sui riproduttori e sui novelli, mutati ed ancestrali, ottenuti nel mio allevamento.Sei Nidiacei di Cardellino a poche ore dalla schiusa I riproduttori erano costituiti da un certo numero di soggetti ancestrali, della Sottospecie Carduelis c. tschusii (varietą sia di pianura che di montagna) e della Sottospecie Carduelis c. major (di cui, finalmente, sono riuscito ad ottenere la riproduzione in un comune gabbione da 90 cm), alcune coppie di Pastello, di Agata, di Satinč e di Giallo.Cinque robusti novelli di Cardellino a otto giorni di vita In particolare, la Specie nominale (Carduelis carduelis c.) e le Sottospecie ancestrali ( Carduelis c. maior e Carduelis c. tschusii),   non sono mai state fra di loro meticciate, ciņ con l'evidente intento di preservare la purezza sia della forma nominale che delle Sottospecie, evitando l'ottenimento di meticci intermedi e quindi di scarso valore sia estetico che selettivo.
Non tutte le varianti mutate del Cardellino vengono, nel mio allevamento, selezionate in direzione della Sottospecie maior, la cui ridotta carica feomelanica esalta alcune mutazioni, come la Agata, ma ne penalizza altre, come la Bruno.
La Sottospecie maior, oltre che nell'Agata, č anche da preferire nella selezione della mutazione Pastello, il cui effetto fenotipico di "appastellamento" delle melanine č esaltato quando in tale mutazione intervengono soggetti di taglia adeguata.

a sinistra femmina C.c.tschusii, a destra maschio C.c.maior

novello ancestrale

novello Pastello

A sinistra C.c.tschusii, a destra C.c.maior

Novello ancestrale della Sottospecie C.c.tschusii

Novello mutazione Pastello all'etą di 28 giorni

Del tutto opposto appare il discorso inerente la mutazione Giallo, dove la notevole mole   e soprattutto la ridotta carica feomelanica della Sottospecie Carduelis c. maior tende a diluire eccessivamente il lipocromo giallo, con effetto fenotipico finale decisamente sgradevole e confusionario. In base alle mie esperienze selettive, migliori risultati fenotipici si ottengono quando nella mutazione Giallo intervengono soggetti di taglia maschio mutazione Giallo media o piccola.mutazione Giallo A sinistra, Cardellino maschio in mutazione Giallo, di taglia media, con buone e gradevoli caratteristiche fenotipiche, quali lipocromo giallo omogeneo, mascherina netta e ben delimitata.
A destra, Cardellino Giallo ottenuto dopo selezione verso la Sottospecie maior, con l'intento di aumentare la taglia dei soggetti mutati. A fronte di un aumento di taglia, č perņ evidente anche un lipocromo giallo inquinante, mascherina non netta e risultato fenotipico finale decisamente sgradevole.

Agata visto dal dorso

novello Giallo

novello ancestrale

Femmina Agata

Novello di 13 giorni mutazione Giallo. Notare la gią apprezzabile presenza di lipocromo giallo sul mento, sulle gote e sul petto.

Fratello di nido ancestrale

Infine, qualche parola sull'affascinante mutazione Satinč: dall'accoppiamento fra maschio portatore di Satinč per femmina Agata, ho ottenuto qualche maschio (il 50 % dei maschi) Agata portatore di Satinč, assistendo cosģ nel mio piccolo allevamento all'importante fenomeno dell'Allelomorfia multipla (si verifica quando un determinato "locus" cromosomico puņ essere occupato da due o pił Alleli diversi). I maschi Agata portatori di Satinč rivelano un fenotipo Agata per la dominanza del gene dell'Agata (gene della "diluizione") sul gene per il Satinč. Tale fenotipo Agata č perņ ulteriormente ridotto rispetto al classico fenotipo dell'Agata, in quanto il gene dell'Agata rivela una dominanza "parziale" su quello per il Satinč, il quale, benché recessivo, riesce ugualmente ad esprimere un blando effetto sul fenotipo, riducendo ulteriormente il disegno dell'Agata. Nella foto č rappresentato un Novello agata portatore di SatinčNovello maschio Agata portatore di Satinč. Il fenotipo appare Agata per la dominanza di tale gene sull'allelico gene per il Satinč. Tale fenotipo, perņ, appare ulteriormente ridotto rispetto ad un Agata classico, soprattutto nelle zone feomelaniche. L'occhio, alla nascita, appare rosso fino al quinto sesto giorno di vita. A fine muta, mi prometto di inserire nuove foto di tali splendidi soggetti.
23-12-'00: promessa mantenuta, ecco le foto dell'Agata portatore di Satinč. Notare l'eccezionale diluizione.
Maschio Agata portatore di Satinč