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La mia frenetica voglia di fare sempre nuove esperienze nel campo dell'orn itologia mi porta a conoscere molti allevatori, tra i quali qualcuno veramente sorprendente, come l'amico Enzo Costa che da circa dieci anni alleva con successo lucherini sud e nord americani, piccoli e graziosi uccelli tanto belli quanto
delicati. Quest'anno ho deciso di seguire costantemente il suo modo di allevare e
cercherò con questo articolo di raccontarvi qualche piccolo segreto che da lui ho carpito.
Le specie allevate
Le specie allevate sono tre Lucherino Minore (Dorso Nero - C.psaltria nella
sottospecie colombiana), Lucherino di Yarrel (C.yarrelli) e Negrito della Bolivia (C.Atrata).
Locale di allevamento
Il locale per l'allevamento e'un soleggiatissimo terrazzo esposto a
sud-ovest, non molto grande, con vetrate munite di zanzariere, sempre molto
pulito e con un tasso di umidità che non supera mai il 45%(nelle giornate
piovose). Le gabbie da lui usate sono della ditta Canariz da 63cm, con il rullo di carta per la pulizia
rapida. Tali gabbie hanno la particolarità di non avere il cassetto, ma circa 8 cm di spazio tra la griglia e la
carta, utile a formare un corridoio d'aria che secca e asciuga rapidamente le
feci. Uno ionizzatore e piccole ventole per l'aerazione corredano il tutto.
Conduzione dell'allevamento
Nei mesi di riposo da agosto (a muta ultimata) a febbraio le femmine e
i maschi delle tre specie allevate sono divisi in gruppetti da 5 o 6 soggetti per voliera
(120cm). Vengono alimentati con scogliola, lattuga bianca e poca perilla,
mela una volta alla settimana, grit, sali minerali e acqua fresca tutti i
giorni. Con l'allungarsi delle giornate si aumentano le dosi dei semi detti
oleosi (senza esagerare) e si somministrano quelli prativi. L'amico Enzo Costa per migliorare la forma amorosa dei suoi soggetti utilizza anche molte erbe spontanee
(Dente di leone, solo i boccioli), centocchio e semini
di
ortica. A fine febbraio si accoppiano i maschi con le femmine (una coppia per gabbia 120
cm) e non oltre il 15 marzo cominciano le prime deposizioni. I nidi, posti sul frontale della gabbia nel punto
più luminoso sono completamente infrascati tra un ramo di pino messo all'interno della
gabbia e non di rado gli Yarrel preferiscono fare il nido direttamente sul ramo creando non pochi problemi per la sostituzione delle
uova. I pullus vengono alimentati con uovo sodo ed erbe prative senza ausilio di
balie. Il problema principale di Psaltria e Yarrel è riuscire a far raggiungere la piena forma amorosa ai maschi, altrimenti saranno molte le uova non
fecondate, problema che sembra meno preoccupante con i maschi Negriti
(molto focosi per natura).
Mie considerazioni
Stupendi sono i comportamenti di queste tre specie di uccelli, che ancora poco inclini alla vita in
cattività, hanno mantenuto molto dei loro atteggiamenti naturali. E' spettacolare,
infatti, vedere la parata nuziale dello Psaltria, che sembra danzare in aria per attirare le attenzioni della
femmina, o la corte spietata, quasi asfissiante, del Negrito della
Bolivia. Certo, non sono uccelli adatti ai neofiti, e' infatti molto difficile riuscire a tenerli in buona
salute: infezioni intestinali e coccidi sono sempre dietro l'angolo e
solo l'occhio di chi ha esperienza può accorgersi in tempo di eventuali malesseri e rimediare
immediatamente. Personalmente ritengo fondamentali un' assidua pulizia e luce diretta dei raggi solari,
quindi niente garage o scantinati umidi; semi sempre freschi e quasi totalmente germinabili.
Come l'amico Enzo Costa, ogni allevatore deve trovare la propria "ricetta della
salute"e crearsi un proprio ceppo, eliminando dall'allevamento i soggetti
più stressati e con tare genetiche. Solo dopo sono sicuro che le soddisfazioni non mancheranno.
L'allevatore di cui ho parlato nell'articolo e' ben felice di scambiare esperienze con chi ne fosse interessato e risponde a questo numero
Enzo Costa - 0766581359
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