LUCHERINO PETTO NERO X CANARINA
testo e foto di Massimo Natale

Antonio è Ibrido pezzato chiaro Petto Nero x Canarina a 26 giorni di vita un ragazzino vivace, dall'aria furba e dallo sguardo espressivo. I suoi occhi che si illuminano alla sola vista di un uccellino mi ricordano tanto la mia prima infanzia, il mio grande amore per i Fringillidi, quelle intere giornate di maggio passate alla ricerca di nidi di Verdoni e Cardellini, e quella coppia di Canarini che il 19 febbraio proprio non ne voleva sapere di costruire il nido, deludendo sia l'attesa che aveva accompagnato i lunghi mesi invernali che l'ardore e l'impazienza tipica della prima gioventù.
Antonio mi ricorda me stesso.
Così, il 10 agosto Antonio si presenta alla mia porta, con in mano una gabbietta e dentro l'unica Canarina rimasta dell'annata. "Devo partire in vacanza coi miei genitori, vado in Germania, può tenermela lei per qualche settimana?". La risposta sembra scontata: con tutti gli uccelli e le gabbie che hai, che disturbo può darti una Canarina? fratelli nel nido Avrei veramente mille risposte da dare, che vanno dalle condizioni sanitarie del volatile (apparentemente sano, ma portatore di chissà quali agenti patogeni) fino all'insopportabile "piioo" di tale Specie, capace di inquinare il canto dei miei preziosi Cardellini. Insomma, non sono una pensione per Canarini e dunque la risposta alla richiesta non può che essere….accetto: lo sguardo del bambino e l'evidente fiducia che ripone in me fanno opera di convincimento e così, dopo pochi secondi, mi ritrovo una gabbia in mano con dentro una Canarina lipocromica. 
Il primo dubbio mi assale: dove sistemare la Canarina? Di certo, non nella stanza d'allevamento. L'ampio terrazzino vicino alla stanza d'allevamento mi sembra la soluzione migliore: all'aria aperta, lontana daiIbrido F1 Petto Nero x Canarina a 6 giorni di vita. Notare le già evidenti ampie pezzature chiare miei Cardellini, non potrà di sicuro trasmettere alcuna malattia infettiva, mi dico, e così una gabbietta da 40 cm è il suo nuovo alloggio, nel quale sembra subito apparire a suo agio. 
Intanto, in una volieretta esterna sullo stesso terrazzino, una coppia di Lucherini Petto Nero (Carduelis notatus) aveva appena terminato le fatiche riproduttive, svezzando gli ultimi tre novelli della stagione. Alle evidenti condizioni di muta della femmina Petto Nero, faceva da opposto il canto insistente del maschio, ancora in perfetta forma amorosa nonostante l'avanzata stagione riproduttiva. Nel frattempo, anche la Canarina (rimasta nubile durante tutta la stagione) dimostrava evidenti segni di attività riproduttiva, frullando le ali e raccogliendo ogni possibile sfilaccio e pezzetto di carta nel tentativo di imbastire una qualche parvenza di nido. La tentazione di assortire l'improvvisata coppia ibrida era forte, ma il rischio di una possibile infezione per il delicato e raro carduelide sudamericano mi impediva di fatto di unire i due focosi aspiranti amanti.I giovani ibridi sul bordo del nido a 18 giorni di vita
In un giorno di afa ed umidità, condizioni notoriamente in grado di obnubilare il sistema nervoso centrale, fornii la Canarina di nido, sfilacci e, soprattutto, di maschio Petto Nero. 
In quattro giorni, il nido era completato ed il primo uovo era deposto. Allontanato il maschio di notatus, e deposto il resto della covata (in tutto quattro uova), attesi con negativa speranza la speratura delle uova, visto che la stagione riproduttiva ufficiale era già finita da circa un mese ed io mi sentivo in muta al pari dei miei Cardellini. 
Dopo quattro giorni di cova assidua da parte della Canarina, la penna spera uova mortificò ogni mia razionale speranza: su quattro uova deposte, ben tre erano feconde e la mia stagione riproduttiva riprendeva e si allungava così di oltre un mese! La gioia e la disperazione erano alle stelle. Mi entusiasmavano i piccoli ibridi di Petto Nero, rari quanto la scarsa diffusione dello stesso Spinus, ma mi deprimeva ricominciare quotidianamente a bollire l'uovo ed a raccogliere erbe prative.
Puntualmente, dopo 13 giorni di cova (il 30 agosto 2000!), nacquero due piccoli ibridi, ricopertiF1 di Petto Nero x Canarina da una peluria bianco grigiastra e quindi meno scuri di quanto in effetti mi aspettavo. La Canarina, nonostante fosse alla sua prima esperienza riproduttiva, si comportò da madre impeccabile, alimentando con assiduità i piccoli fin dalle primissime ore dalla schiusa, con uovo sodo, semi ammollati ed erbe prative. 
L'unico problema si verificò all'atto dell'inanellamento: dovetti rivestire con cerotto rosa l'anellino, mal sopportato dalla zelante nutrice, per impedire che la stessa buttasse i piccoli fuori dal nido nel tentativo di togliere l'oggetto luccicante dalla loro zampetta. 
I piccoli si sono resi indipendenti a 26 giorni dalla schiusa, alimentandosi con mela dolce e semi ammollati. Le foto dei due piccoli ibridi appena indipendenti sono più eloquenti di qualsiasi descrizione scritta. Preciso soltanto che uno dei due fratelli fin dai primi giorni di vita si presentava pezzato con diverse macchie chiare, mentre l'altro si dimostra di colore verdastro e striato. 
Sarà, ovviamente, molto interessante l'aspetto fenotipico degli ibridi al termine della muta, quanI due fratelli ibridi: notare la diversa estensione delle pezzaturedo sarà visibile il cappuccio nero tipico del Carduelis notatus
Altro spunto interessante dettato da tale esperienza di ibridazione è la fecondità eventuale degli ibridi maschi: la presenza del cappuccio nero anche nella livrea della femmina e la oramai dimostrata affinità genetica esistente fra diversi Spinus ed il Serinus canarius d. dovrebbero teoricamente candidare il Petto Nero come uno dei principali Spinus nella ricerca del fantomatico Canarino nero. Al termine della muta, dopo avere scattato un vero reportage fotografico ai due ibridi ed aver pubblicato le migliori foto a completamento di tale articolo (che vi invito a rivedere fra tre mesi), cederò il o i maschi ad un amico allevatore di Canarini per verificarne l'eventuale fecondità.

Massimo Natale