LA PICCOLA STORIA DI CAMILLO
testo Massimo Natale
 foto di Simona Z.

Oggi vi propongo una storia diversa dal solito, meno ricca di spunti tecnici e specialistici, maIl piccolo Cardellino alimentato allo stecco lo stesso meritevole di essere raccontata, in quanto capace di farci riconciliare col lato più sereno e primordiale del nostro hobby. 
Il protagonista di questa storia non è il frutto di una esclusiva ibridazione o una rara esperienza d'allevamento, ma, più semplicemente, un nidiaceo di Cardellino caduto dal nido sotto l'azione di un impetuoso ed impietoso vento d'agosto. Lui, piccolo ed inerme, pronto a cedere le armi di fronte a tale prodigio della natura, è stato ribatteDocilità del Cardellino oramai a muta avanzatazzato Camillo dalla sua salvatrice, la sig.na Simona, che mi ha contattato tramite posta elettronica nel mese di agosto, per chiedermi qualche consiglio sulla sistemazione provvisoria e sull'alimentazione del trovatello. 
Il piccolo, imbeccato con "uno stuzzicadenti ed un impasto di farina gialla, pane grattato, cicoria e, a volte, un po' di tuorlo sodo" (ricetta sperimentata dalla sig.na Simona e da me pienamente avvallata) è cresciuto forte, sereno e confidente, giungendo così al tanto sospIl Cardellino a qualche mese di vitairato svezzamento.
La piccola storia di Camillo mi suggerisce diversi spunti di riflessione, che vanno dal lato sentimentale del nostro hobby (credo che la maggior parte di noi abbia cominciato ad allevare dopo aver garantito amore ed assistenza ad un nidiaceo caduto dal nido) fino all'importanza, nel panorama ornitologico, della bistrattata figura dell'allevatore, che con il suo amore e la sua esperienza sul campo può dare un aiuto fondamentale alle associazioni protezionistiche ed ai privati alle prese con uccellini in difficoltà. 
Ci sarà un giorno, credo e spero, in cui l'Ornitofilo (amante degli uccelli in libertà) e l'Ornitocoltore (allevatore di uccelli), potranno attivamente collaborare, alla ricerca del bene comune, animati dallo stesso idenCamillo!tico sentimento d'amore verso le meravigliose creature alate.
Esiste, poi, veramente questa contraddizione tra chi ama gli uccelli in libertà e chi li alleva? Non è forse vero che la riproduzione degli uccelli in cattività, rendendo disponibili agli appassionati dei soggetti d'allevamento, più docili e predisposti alla vita in gabbia, ostacola fortemente il triste e vergognoso fenomeno del bracconaggio?
Ma queste sono altre storie e meritano sicuramente altre sedi: godiamoci adesso le foto a corredo di questo piccolo articolo di ornitofilia e chiudiamo con le parole della sig.na Simona: "Non pensavo che sarebbCamillo e la sua salvatricee stato cosi' affettuoso (adesso ha preso l'abitudine di addormentarsi sulla spalla facendosi il nido nei capelli!!!!!): quando torno a casa dal lavoro e lo libero fa un sacco di feste, gioca... e' incredibile!!!"