REPORTAGE ORNITOLOGICO DAL BELGIO
testo e foto Massimo Natale

Il rombo dei motori accompagna e scandisce l'ansia del decollo: un'accelerazione improvvisa e poderosa consente all'aereo di librarsi in volo, superare la matassa delle nuvole, e proiettarci in pochi minuti verso un cielo terso ed azzurro, capace di farci dimenticare sia la paura del Voliera per la muta dei Cardellini. Spicca una Cardellina Satinè. Allevamento LIESENS H.volo sia gli affanni della quotidianità. 
Finalmente io ed il mio amico Lino (Milone) voliamo dritti verso il Belgio, terra degli allevatori di Fringillidi per antonomasia e culla delle novità in fatto di mutazioni. 
L'attesa per questo viaggio è stata quasi spasmodica: la fama ornitologica che accompagna i Paesi Bassi (Olanda e Belgio) da un punto di vista dell'allevamento e delle mutazioni è notoria, ed è confortata dai numeri: per una popolazione che conta circa 1/10 di abitanti rispettOrganetto Pastello-Bruno o Isabella?o a quella italiana, circa 10 volte maggiore è il numero di iscritti alle locali Federazioni Ornitologiche. E' quanto dire. 
Dopo tre ore di volo, un aggraziato atterraggio ci conferma l'arrivo nell'aeroporto di Bruxelles, ed un caro amico di origini italiane ci preleva e ci accompagna a Liegi, nel cui circondario abbiamo concentrato gli appuntamenti con i locali allevatori. 
Nei tre giorni di permanenza visitiamo diversi allevatori di Fringillidi mutati. Fra le Specie allevate la fanno da padrone i Lucherini (già abbastanza diffusa la mutazione Avorio, della quale abbiamo potuto apprezzare la Ciuffolotto maschio Pastello-Bruno-Allevamento L. Paquot sovrapposizione con l'Isabella) e gli Organetti (quelli da noi visti tutti della Sottospecie flammea), ma anche i Ciuffolotti ed i Cardellini appaiono fra le Specie preferite per la riproduzione in cattività. Dei Ciuffolotti, diversi oramai sono gli allevatori che selezionano la spettacolare mutazione Pastello-Bruno, caratterizzata da un'eccezionale diluizione delle melanine indotta dalla sovrapposizione del gene per il Pastello a quello per il Bruno. 
Parliamo ora dei Cardellini, miei beniamini: la spinta selettiva operata dagli allevatori centro europei verso la poderosa mutazione maior, conferisce ai soggetti buone caratteristiche per ciò che riguarda taglia e proporzione, penalizzando viceversa le voci attinenti la tipiciTre femmine Cardellino Satinè-Allevamento LIESENS H.tà della mutazione. E così, i Bruni dimostrano una Eumelanina bruna fin troppo diluita (scarsa ossidazione); gli Agata, fin troppo meticciati coi maior con lo scopo di ingigantirne la taglia, rivelano un'eccessiva carica feomelanica dovuta al costante ritorno verso soggetti ancestrali maior e quindi ossidati; la Pastello rimane una delle mutazioni più belle e meno allevate, tanto che pochissimi sono stati i soggetti da noi visti in terra fiamminga; la Satinè comincia a prendere piede anche presso gli allevatori belgi, pur rimanendo una delle mutazioni ancora più spettacolari e meno diffuse, con un discreto numero di soggetti caratterizzati però ancora da taglia eccessivamente minuta; belli gli Isabella da noi visti, sia come taglia che come tipicità della mutazione. Delle mutazioni "nuove", quali la wit-kop (testa bianca), la perlata e la bianco dominante neanche l'ombra, così come sparita appare essere la mutazione Giallo. 
Sempre a pCardellino Eumo? Allevamento LIESENS H.roposito di mutazioni e di genetica, la bravura degli allevatori belgi nella selezione di nuove mutazioni è pari soltanto alla loro fantasia nell'interpretarne la natura genetica e nell'indicarne la più corretta denominazione. E così, lo stesso gene della diluizione, responsabile della mutazione Agata, viene indicato come Eumo o, meglio ancora, "Agata a dorso Isabella". Ma l'Eumo è una mutazione autosomica recessiva e non sesso-legata, per cui se di nuova mutazione si tratta, la denominazione Eumo appare quanto meno impropria! Personalmente, ho avuto la netta impressione che quella presunta nuova mutazione altro non fosse che un Agata selezionato dopo diverse generazioni d'allevamento in purezza (è noto che svariate generazioni di accoppiamento in purezza favoriscono una lieve diluizione del fenotipo; d'altronde, stesso discorso avviene dopo diverse generazioni di accoppiamento Pastello x Pastello). Sarebbe sufficiente accoppiare un maschio Agata con una femmina presunta Eumo e verificarne laCardellino Lutino? Allevamento Raskin R. figliolanza maschile: se tutti i maschi avessero fenotipo ancestrale, sarebbe confermata la "nuova mutazione" ed in tal caso tutti i maschi sarebbero doppi portatori sia di Agata che di Eumo; viceversa, se i maschi fossero tutti Agata avremmo ovviamente a che fare con lo stesso gene dell'Agata.  Stessi discorsi per ciò che riguarda la presunta nuova mutazione "Lutino", il cui fenotipo (una via di mezzo fra Albino, privo di disegno, e Satinè, che invece mantiene un disegno lieve ma ben apprezzabile) si presenta con un lievissimo accennCardellino Albino-Allevamento R. Raskino di disegno: per me tale fenotipo scaturisce da diverse generazioni di accoppiamento Satinè x Satinè, con ulteriore diluizione del disegno, senza che vi sia l'intervento di un nuovo gene. Anche in questo caso, l'accoppiamento con un Satinè classico chiarirebbe definitivamente il dilemma.
Per quanto riguarda le tecniche d'allevamento, tutti i Fringillidi vengono allevati in volierette parallele, chiuse su tutti lati a parte il frontale, servite con un corridoio di servizio (a sua volta chiuso per evitare accidentali fughe) che rende comode ed agevoli le operazioni di approvvigionamento alimentare e di pulizia. Una striscia di vetro infrangibile posta sul tetto della volieretta garantisce l'entrata dei benefichi raggi solari.
Le dimensioni delle volierette sono comprese fra i 70 ed i 100 cm per ciò che riguarda la larghezza, 180-200 cm di altezza, circa 150 cm di profondità.
Il fondo delle voliere è quasi mai in cemento, perché trattiene l'umidità; piuttosto, viene preferito il fondo in terra, alla quale viene mischiata calce viva. L'attenzione verso l'umidità delle volierette è quasi maniacale: il bagnetto (una scodella di plastica fornita sul fondo delle stesse), viene appoggiato su un enorme sottovaso in plastica, di modo che gli spruzzi dell'acqua cadano nel sottovaso e non sul fondo della voliera, dove la terra inevitabilmente tratterebbe un'eccessiva carica di umidità dannosa per i volatili.Volierette esterne-Allevamento L. Paquot
L'alimentazione si basa su un miscuglio di semi oleosi, quali il niger, la canapa, la lattuga bianca e nera, la perilla, il girasole, la cicoria, la rapunzia, ecc., con poca scagliola ed integrato quotidianamente con una fornitura di semi ammollati (principalmente niger, canapa, azuki, lattuga e girasole) mischiati con pastone ed insetti surgelati (uova di formica e tarme "buffalo") fino a muta terminata. Anche l'uovo è ampiamente utilizzato, principalmente "fritto" nel latte e mischiato con cuscus.
Poca la verdura (un allevatore usava il crescione tritato e mischiato col pastone) e la frutta, principalmente rappresentata da cetriolo. Fra le erbe prative, molto usate le infiorescenze secche di rapunzia. A disposizione sempre il grit e l'osso di seppia.
La prevenzione delle malattie protozoarie è demandata all'utilizzo di ESB3, fornito con scadenza mensile fino al termine della muta.
Infine, dopo la cronaca, alcuni momenti che ho fatto miei: la mattinata trascorsa nell'allevamento di Mr. Louis Paquot, uno fra i più appassionati e competenti allevatori di Fringillidi mutati che abbia mai conosciMagnifico maschio di Cardellino Albino- Allevamento R. Raskinuto, dotato di un allevamento composto da circa 50 volierette estremamente comode e razionali, e la visita presso l'allevamento di Mr. Roland Raskin, dove una decina di Cardellini Albino mi hanno quasi causato un'incipiente Sindrome di Stendhal (senso di mancamento che avviene davanti ad un'opera d'arte). Ovviamente, non ho potuto fare a meno di acquisire anche questa mutazione, munendomi di un maschio mutato e di una femmina portatrice che già fanno bella mostra nel mio allevamento.
In buona sostanza, un viaggio utile, presso allevatori competenti, che ogni aspirante allevatore impegnato dovrebbe prima o poi programmare, con uno spirito, però, non passivo ed eccessivamente referenziale, ma critico, volto non alla sudditanza psicologica, ma al miglioramento delle proprie tecniche d'allevamento.

Massimo Natale