CHI SONO

Sono un medico siciliano con una grande passione: l'allevamento degli uccelli.
Ho sempre allevato uccelli appartenenti alla grande famiglia dei Fringillidi: Cardellini, Verdoni, Organetti, Ciuffolotti, Fringuelli, Fanelli, Verzellini, Spinus ecc.Lucherino.jpg (
Oggi nel mio allevamento oltre a qualche coppia di Lucherini petto nero (Spinus notatus), splendidi spinus sudamericani, è presente esclusivamente quello che può essere considerato il re dei Fringillidi: il Cardellino nelle sue mutazioni di colore.
Credo che l'amore verso il mondo alato possa non essere in contrasto con l'allevamento degli uccelli in cattività.
Ciò consente infatti importanti acquisizioni scientifiche sui loro comportamenti, sulle loro affinità filogenetiche (per es. tramite test ibridologico) e sulle alterazioni del fenotipo dovute a variazioni genotipiche ereditabili (mutazioni).
Ma, svestendo i panni dello studioso, è soprattutto il fenomeno della vita che ad ogni stagione si rinnova (corteggiamento, nidificazione, cova, imbecco dei nidiacei) che fa dono all'allevatore di un'esperienza di alto valore educativo e lo arricchisce di una mentalità veramente naturalistica. Ciò è vero soltanto se ci impegniamo a detenere esclusivamente soggetti d'allevamento, contrassegnati da anello inamovibile, che ne dimostri la nascita in cattività. E' risaputo infatti che un soggetto d'allevamento è più docile, più resistente alle malattie e più incline alla riproduzione. Credo nel motto "allevare è anche proteggere" perché fin quando noi li alleveremo essi non si estingueranno, fin quando noi li alleveremo la disponibilità di soggetti nati in cattività impedirà il loro prelievo dalla natura.


IL MIO ALLEVAMENTO

Il mio locale d'allevamento è posto nella mia abitazione in una stanza di circa 25 m quadrati per 2,5 m di altezza esposta
a sud. L'accesso nel locale d'allevamento avviene attraverso un'ampia terrazzina, che utilizzo per per tutte quelle manovre
che potrebbero inquinare la stanza d'allevamento (pulizia e disinfezione di gabbie ed attrezzature, spruzzo di antiparassitari ecc.) e dove alloggiano le specie diverse dal Cardellino (qualche coppia di Lucherini Petto Nero-Spinus notatus) e pochi soggetti da dedicare all'affascinante arte dell'ibridazione (già da qualche anno una Fringuella accoppiata ad un Cardellino maschio, depone uova feconde che non giungono alla schiusa).Tale terrazzino è munito anche di alcune volierette (2-2-1m) dove pongo i novelli nel delicato periodo della muta.
La stanza d'allevamento è munita di un'ampia vetrata (pari a 1/3 della parete esposta a sud) con doppi vetri e protetta da zanzariera. L'esposizione a sud consente l'entrata dei benefichi raggi solari, che svolgono  azione antisettica (raggi UV) ed esercitano un importante ruolo positivo sulla componente psico-fisica dei volatili.
La caratteristica dei doppi vetri è molto importante, perché consente di isolare il microclima dell'allevamento, evitando gli
sbalzi di temperatura ed umidità, soprattutto nella stagione invernale. Comunque, l'utilizzo di un termoconvettore elettrico ad olio, di un deumidificatore e di un depuratore d'aria, mi consente di tenere costantemente sotto controllo i parametri ambientali durante la stagione invernale, fermi restando i frequenti ricambi d'aria, necessari non solo per ridurre l'inquinamento ambientale, ma soprattutto per eliminare l'anidride carbonica ed ossigenare il locale.
In estate, l'infisso rimane quasi sempre spalancato, e la protezione da insetti e predatori è garantita dalla zanzariera.
All'interno della stanza d'allevamento alloggiano esclusivamente i Cardellini riproduttori, sia mutati (pastello, bruno, agata, passepartouts, gialli e satinè) che ancestrali, questi ultimi nelle varietà maior e tschusii (o Cardellino sardo-corso).
Il Carduelis carduelis maior viene utilizzato per aumentare la taglia dei soggetti mutati, sempre ricordandoci che la ridotta carica feomelanica di tale sottospecie esalta alcune mutazioni (come l'agata) mentre ne penalizza altre (come la bruno).
Comunque sia, la taglia imponente ed i violenti contrasti di colore del mantello, conferiscono al maior un aspetto
sicuramente mozzafiato e lo scettro di Cardellino più ambito fra gli allevatori.

maschio C.c.tschusii e femmina C.c.maiorIl Carduelis carduelis tschusii è una sottospecie tipica della Sardegna e della Sicilia, caratterizzata da dimensioni minute
(gli Autori indicano 11,5-12 cm, ma posseggo diversi esemplari abbondantemente sotto gli 11 cm), colori brillanti e una
notevole carica feomelanica (fianchi, petto, codione e gote appaiono fortemente inquinate di bruno).
La mascherina brillante e la barratura giallo oro che si staccano nettamente da un piumaggio così piacevolmente scuro,
le minute dimensioni, il canto melodioso e sicuramente molto meno sgraziato del cugino siberiano, trasformano questo
parente "povero" del Cardellino in un piccolo gioiello di perfezione disegnato dal più felice degli artisti.
Se a tutto questo aggiungiamo un'ineguagliabile cura e attitudine per la prole in cattività, capirete il mio campanilistico
attaccamento verso il "Cardellino Siciliano" e la sua costante presenza nel mio allevamento.

maschio C.c.maiorNon tengo né tanto meno allevo canarini, sia per gli oramai noti problemi igienici ed immunologici a carico di altre specie più deboli (vedi Cardellini), sia perché in generale credo nella necessità della specializzazione in allevamento: le dimensioni delle gabbie, l'alimentazione, gli accessori, la temperatura, le eventuali variazioni artificiali del fotoperiodo, divengono così mirati verso la specie preferita dall'allevatore, con indubbi vantaggi nella selezione e tipicità dei soggetti e nella competenza dell'allevatore.
Quando nel mio allevamento una femmina mutata non cova o non alleva, le uova o i nidiacei vengono "spostati" sotto una femmina conspecifica, facente parte della sottospecie locale tschusii (di cui ho già decantato la particolare attitudine alle cure parentali), evitando così i noti problemi legati all'utilizzo delle canarine come balie (imprinting ed idiosincrasie immunologiche).
Tutti i soggetti del mio allevamento vengono riprodotti in gabbie: da 90 o da 120cm per i mutati ed i maior, da 55cm per i soggetti di piccola taglia. Personalmente, pur apprezzando i vantaggi dell'allevamento in voliera (nidificazione pressoché assicurata, fatta salva la salute dei soggetti), preferisco che almeno la fase dell'allevamento vero e proprio avvenga in
gabbia, per tutta una serie di ragioni, fra le quali la più importante è sicuramente la possibilità di gestire con più tranquillità tutta la fase riproduttiva (sostituzione e speratura delle uova, controllo dei piccoli nei primi giorni di vita ed eventuali imbeccate supplementari, anellamento, minor rischio se un novello cade dal nido ecc.) alla quale aggiungo senza indugi un mio maggior godimento nell'osservazione ravvicinata delle varie fasi d'allevamento (nidificazione, cova, imbecco ecc.).

 Madonna del Cardellino

 

 

Giambattista Tiepolo (1696-1770)
Madonna del Cardellino (1767-70) olio su tela
New York, collezione Seligman