UN ALLEVAMENTO "SPECIALE"
Testo di Lino Milone e Massimo Natale
Foto Massimo Natale 

Oggi vado a trovare il mio caro amico Lino Milone, esperto allevatore di uccelli indigeni (ha allevato Ciuffolotti, Fringuelli, Cardellini, Verzellini, Verdoni ecc.) ed ibridi (tra gli altri, ha realizzato uno splendido maschio tra Cardellino e Verzellina, ibrido mai vNovelli mutati di Cardellinoisto da me in nessuna mostra o pubblicazione specialistica). 
La visita al suo allevamento è quanto di più appagante ci possa essere per un vero appassionato di uccelli e di mutazioni: in ambienti perfettamente naturali e ricreati ad arte dallo stesso Lino, sotto alle buganvillee, in gabbioni da 90 cm Cardelline in svariate mutazioni (Agata, Pastello, Bruno, Satinè)  covano tranquillamente, sapientemente protette dai predatori grazie all'utilizzo di rete a maglia fine, posta a salvaguardia dell'unico lato aperto, cioè il frontale. Maschio Ciuffolotto fotografato in libertà
Ma un vero tuffo al cuore mi assale quando, mentre osserviamo diversi novelli mutati di Cardellino nella capace voliera per lo svezzamento e discutiamo di genetica, d'improvviso uno splendido Ciuffolotto maschio, inanellato, fa bella mostra di se in piena libertà sopra un'estremità delle buganvillee. E sì che vengo spesso a trovare Lino, ma a queste scene non ci farò veramente mai l'abitudine! "Aspetta", mi dice Lino, "hai mai visto un Ciuffolotto sotto la doccia?" Apre il sistema di irrigazione delle piante e lui, il Ciuffolotto, fulmineo, si esibisce godereccio in una scena degna delle migliori pubblicità. E così, scatto qualche fotografia, sicuro di immortalare una scena da pubblicare immediatamente sul mio sito web appena ottenuto lo sviluppo delle immagini. Lino ha un rapporto veramente speciale coi Ciuffolotti, come dimostrano le fotografie della sua femmina più anziana, anch'essa libera, che sosta tranquillamente sulla mano di Lino e della figlia Ludovica.

L'ora della doccia per un maschio di Ciuffolotto Lino con la "vecchia" Ludovica
Maschio di Ciuffolotto intento alla doccia quotidiana Docilità di femmina di Ciuffolotto lasciata in libertà Ludovica ed il suo Ciuffolotto

Ma le sorprese non sono finite: un ibrido femmina di Cardellino per Canarino entra nella stanza d'allevamento (un locale realizzato interamente in vetrate), ruba qualche seme di niger ammollato e scappa via. "L'ho liberata cinque anni fa" mi racconta Lino, "Ogni anno, durante la stagione Ibrido femmina lasciato in libertà riproduttiva, fa ritorno in terrazza, a volte accoppiata con un maschio di Cardellino, a volte senza compagno, e qui nidifica, deponendo ovviamente uova sempre infeconde. L'anno scorso" continua Lino, "ho sostituito le sue uova con quelle di una Cardellina del mio allevamento, morta durante la deposizione del quarto uovo. La femmina ibrida ha svezzato magnificamente i tre piccoli Cardellini, che sono giunti all'involo attorno al tredicesimo giorno. Per non disturbare eccessivamente la nidiata e per godermi fino in fondo una simile esperienza, ho preferito lasciare liberi i tre Cardellini, nonostante figli di una mia femmina nata in cattività. Per ciò non li ho inanellati, mLo stesso ibrido in una foto di inizio primaveraa, prima del loro involo, ho posto alla loro zampetta un anellino in plastica verde" e, su un altro angolo della terrazza, mi indica un nido di Cardellino in libertà verso il quale prontamente ci dirigiamo. La femmina in cova, al nostro incedere, si allontana dal nido, rimanendo però ad una distanza tale da farmi apprezzare l'anellino di colore verde presente attorno alla sua zampetta! Questa incredibile scena, oltre al godimento del momento, mi suggerisce ulteriori considerazioni di natura etologica: la zona dell'involo può, dunque, indurre i novelli ad utilizzare lo stesso sito di nidificazione durante la successiva stagione riproduttiva? Questa esperienza appare inequivocabile: la Cardellina felicemente svezzata durante la precedente stagione dalla balia ibrida, aveva nidificato due metri più in là da dove era avvenuto il suo involo.
Ma bando alla razionalità e spazio alle emozioni: il Ciuffolotto rientra tranquillamente nel gabbioMaschio di Ciuffolotto libero di entrare ed uscire a piacimento dal gabbionene a mangiare qualche seme di Girasole, poi vola via, non prima di fermarsi ancora sulle buganvillee aspettando forse qualche nostro cenno di attenzione e fischiando, con la sua voce cupa, quasi un saluto ed un arrivederci alla prossima stagione riproduttiva. 
Lino ci racconta un po' il suo sistema d'allevamento.
"Dopo parecchi anni in cui ho allevato le più disparate Specie d'indigeni e   di Spinus, la mia attenzione, in queste ultime stagioni d'allevamento, è   ritornata sul vecchio amore della mia gioventù, il Cardellino nelle sue mutazioni di colore. Allevo anche qualche coppia di Ciuffolotti, impresa non facile, considerando che qui da noi, in Sicilia, il clima non è quello ideale per una Specie che preferisce temperature meno calde. Li allevo soprattutto per l'indole e la simpatia, e per tutte quelle parate sia di corteggiamento sia di comune vita quotidiana capaci di aggiungere un tocco di magia in allevamento. 
Il mio allevamento è situato in un grande terrazzo (100 m quadrati circa) sul mare, con di fronte le isole Eolie, ed in parte coperto da una vegetazione fatta da buganvillee, gerani e altre piante. 
Gli ambienti d'allevamento utilizzati sono diversi e costituiti da:
- un locale d'allevamento vero e proprio, composto da una stanza chiusa con vetri, dove tengo gabbie da 120 cm e dove alloggiano le coppie di riproduttori, soprattutto i Cardellini mutati
- una voliera all'aperto, divisibile in cinque voliere più piccole, utilizzata principalmente durante la muta dei novelli o, durante la stagione riproduttiva, per la nidificazione di qualche soggetto più refrattario
- delle gabbie da 90 cm che tengo sotto il buganvillee e dove alloggiano coppie di Cardellini sia ancestrali che mutate.
Ma il "locale d'allevamento" che più preferisco è il cielo aperto: sì, perché le coppie che amo di più li allevo allo stato libero. Quando dopo aver finito le incombenze dell'allevamento mi sdraio al sole mi trovo accanto il Ciuffolotto ad ali aperte che sembra voglia imitarmi; quando apro l'irrigazione delle piante, lui fa la doccia ed è veramente uno spettacolo. I miei Ciuffolotti sono nati in cattività e non allevati allo stecco, ciononostante sono docilissimi. A cielo aperto tengo anche delle coppie fatte da incardellati con Cardelline: sono ormai qui da cinque anni e durante la stagione riproduttiva fanno ritorno in terrazza per nidificare sulle buganvillee, e non riesce più a sfrattarli nessuno. In più, varie coppie di Cardellini ancestrali ogni anno scelgono la mia terrazza per nidificare: io ovviamente, onorato della loro presenza, non solo non li disturbo, ma li proteggo dalle Gazze, con le quali ho una guerriglia continua.
Riguardo all'alimentazione, uso un misto fatto principalmente da erba mazzolina, niger, perilla, canapa, lattuga bianca e nera, cicoria, cardo, bella di notte, lino, girasole, cardo. Scagliola e spighe di panico sempre a disposizione. In ogni modo, la cosa più importante è fare la prova della germinabilità, e vedere se gli uccelli gradiscono il seme testato: spesso vari semi germinano benissimo ma non sono graditi agli uccelli, forse perché trattati. Sto provando i granuli estrusi, sperando che essi mi consentano di ridurre le problematiche intestinali (spesso causate dai semi) ed aggiungano ai miei volatili quella quota di vitamine, proteine e sali minerali che purtroppo un'alimentazione a base di semi secchi non è in grado di garantire. 
Durante il periodo riproduttivo fornisco l'uovo bollito, il niger ammollato 6/8 ore e poi messo in dei colini di nailon a scolare e germinare (coprendo il colino con un piattino si viene a creare lo stesso sistema del germinatoio; tutto il ciclo non deve superare le 24 ore; i colini sono comodi per risciacquare spesso i semi). Asciugo i semi prima su uno straccio pulito ed asciutto e poi con del pane grattato. Uso anche mela o cetriolo ed erbe prative. Come verdura, somministro, dopo qualche giorno dalla nascita, foglie tenere di cicoria, che i miei uccelli sembrano gradire molto".