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Egregio dott. Conzo,
mi rivolgo a Lei per un problema di tipo batterico che ha colpito il mio allevamento di canarini di colore .Ho consultato un veterinario del posto ,il quale,dopo una visita nel mio allevamento mi ha parlato di una probabile colibacillosi.Discutendone abbiamo deciso di seguire la terapia proposta da Alcedo su uno dei numeri recenti.Devo ammettere che ho ottenuto dei buoni risultati salvando diversi novelli ed adulti, a parte un gruppo di circa sei soggetti che nonostante manifestassero segni di guarigione (piumaggio non arruffato, l'addome non era piu' gonfio, vivacità in voliera) avevano il petto smagrito lasciando intravedere la carena sternale. O ripetuto il ciclo antibiotico dopo circa un mese dal primo trattamento,ma nonostante i soggetti si alimentino correttamente il petto e' sempre lo stesso.Vorrei chiederLe se questo e' segno che l'infezione permane oppure se questi soggetti hanno bisogno di un tempo di recupero piu' lungo rispetto ad altri.Le aggiungo che ad oggi i soggetti hanno quasi completato la muta in un tempo abbastanza regolare(circa 50 giorni),vorrei anche sapere se mi consiglia di utilizzare i soggetti come riproduttori nella prossima stagione. GRAZIE. Distinti saluti,A. I. da Udine.
Purtroppo per poter rispondere alle sue richieste così dettagliate sulla malattia dovrei sapere se effettivamente si sia trattato di colibacillosi. Questa malattia non può essere diagnosticata "per sospetto" ma solo attraverso esame batteriologico. Anche la terapia, date le caratteristiche particolari della malattia, andrebbe eseguita solo seguendo le indicazioni date dall'antibiogramma. Su queste basi si potrà parlare poi di tempi di recupero e di possibile utilizzo futuro nella riproduzione. Cordiali saluti
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