DOMANDA "Consigli di alimentazione e mortalità dei Cardellini"
Posta da G. C.  il 08/09/'00

"Salve, sono un collega e sono un amante ed estimatore dell'allevamento dei volatili e dei Cardellini in particolare.
Da tempo allevo Cardellini per pura passione ornitologica, ma troppo frequentemente gli esemplari, in particolare quelli più giovani, vanno incontro a patologie dell'apparato digerente con fegato debordante tensione intestinale, astenia,con arruffamento del piumaggio che diventa opaco.
Ho sperimentato diverse terapie con sulfamidici e/o antibiotici ma il risultato fino ad ora è stato negativo.
Probabilmente la causa io l'attribuirei a carenze alimentari che però non so individuare vista l'enorme gamma di principi nutritivi di cui questa Specie necessita.
Le chiedo gentilmente qualche consiglio sul tipo di alimentazione dalla nascita al cambio del piumaggio, essendo questo il periodo di maggiore moria.
La ringrazio anticipatamente per la sua delucidazione.
Cordiali saluti. G.C., Università degli studi di Bari fac. med. vet.
Aspetto sue notizie."

RISPOSTA
Sebbene non si possano escludere problemi alimentari (nella lettera non viene descritto il tipo di alimentazione seguita) tutti i sintomi descritti
nei giovani sono tipici delle infezioni da Coccidi (Isospora o Atoxoplasma).
Prima di cambiare l'alimentazione o somministrare antibiotici o sulfamidici (che contro i Coccidi dei cardellini hanno scarsa efficacia) alla cieca (quali farmaci ed a quale dosaggio sono stati impiegati?) sarebbe opportuno verificare la presenza di questi parassiti, rilevabile con un semplice esame parassitologico delle feci (raccolte nelle 24 h). In caso di positività bisogna trattare gli uccelli con farmaci a base di Amprolium, Sulfaclorpiridazina o, meglio ancora, Toltrazuril. Qualora l'esame risultasse negativo bisognerebbe indagare su eventuali infezioni batteriche.
L'alimentazione, a meno che non sia decisamente carente o totalmente
squilibrata nei principi nutritivi, non induce, a mio parere, la mortalità
denunciata in questo caso. E' probabile invece che lo stress della muta
attivi infezioni (parassitarie o batteriche) preesistenti. 
Cordiali saluti.
Gino Conzo

veterinario@cardellino.it