DOMANDA "Sull'uso dello Zimox e altro"
posta da L.E. il 26/11/'01

"Egr. Dott. Conzo,
Mi chiamo Luca E., le scrivo da Torino, sono un modesto allevatore di canarini,cardellini e spinus.
Non sono troppo propenso all'uso di medicinali; generalmente, quando riscontro un uccello in precarie condizioni fisiche, provo con rimedi il più possibile naturali, come miele, limone o aglio.
Solo come ultima spiaggia e pochissime volte mi sono rivolto agli antibiotici.
Ad esempio ho utilizzato Zimox per curare l'infezione oculare di un cardinalino, che in un paio di giorni è tornato quello di prima, senza apparenti conseguenze.
In questo periodo è una coppia di cardellini a darmi preoccupazione.
Il primo ad ammalarsi è stato il maschio: appallottamento con testa sotto l'ala, scarso appetito, in particolare rifiutava il pastoncino.
Miele e limone non hanno dato l'effetto sperato, allora ho tentato con lo Zimox, memore del buon risultato con il cardinalino.
Dopo due giorni di trattamento è ritornato quello di prima, ho somministrato l'antibiotico per un altro giorno e poi solo vitamine.
Passati circa 7/10gg è toccato alla femmina: piumaggio arruffato e gonfio, apatia, al contrario del maschio l'appetito non le è venuto a mancare, anzi ho notato un maggior consumo di pastoncino, ma dopo alimentata, s'impalla, rifiuto della verdura.
Oggi è il quarto giorno di Zimox, con scarsi risultati, domani penso di sospendere il trattamento e somministrarle solo qualche goccia di limone nel beverino, non vorrei che l'antibiotico alla lunga le facesse più male che bene.
Ha qualche consiglio per la femminuccia da darmi, nonostante le scarse informazioni che le ho fornito?
Pensa sia opportuno somministrare qualche prodotto per la flora batterica dopo gli antibiotici?
Mi rendo conto che somministrare lo Zimox,senza aver sentito precedentemente un veterinario possa sembrarle un rimedio approssimativo, ma gli esiti positivi ottenuti in precedenza mi lasciavano ben sperare, che si sia trattato solo di fortuna?
Ringraziandola anticipatamente per il tempo che vorrà dedicarmi, le porgo cordiali saluti." 


RISPOSTA

No, probabilmente non si è trattato di fortuna, ma di due patologie diverse. Negli uccelli accade spesso che malattie profondamente differenti, causate da agenti patogeni diversi causino sintomi simili. Per questo è spesso indispensabile ricorrere agli esami di laboratorio per ottenere una diagnosi corretta. Anche se è possibile ricorrere all'impiego di rimedi naturali in alcune occasioni, in altre il ricorso agli antibiotici diviene indispensabile. Questi vanno utilizzati a dose piena e per un periodo non inferiore ad una settimana, senza timore di arrecare danno all'organismo. L'impiego di fermenti lattici e vitamine del gruppo B, successivamente al trattamento antibiotico, è sempre da raccomandare.

Gino Conzo


veterinario@cardellino.it