DOMANDA "Terapie precove"
posta da L.M. il 26-08-00

"Cosa ne pensa delle terapie precove? Esistono delle situazioni in cui può essere maggiormente lecito e corretto realizzare le precove (pregresse malattie diagnosticate durante la stagione d'allevamento ecc.)?"

RISPOSTA
Il termine "terapia" sta ad indicare il trattamento di una malattia e non la sua prevenzione. E', quindi, lecito eseguire una terapia solo se è stata diagnosticata una malattia o se sono stati individuati in allevamento dei soggetti portatori sani di un agente patogeno. I trattamenti (in genere antibiotici od anticoccidici) "alla cieca" sono da sconsigliare perchè indeboliscono i volatili e permettono spesso la creazione di ceppi batterici resistenti ai farmaci impiegati. Ciò è valido anche nei casi in cui sia stata, nell'anno precedente, diagnosticata una malattia infettiva, verso la quale sarebbe opportuno indagare (con esame batteriologico) anche in prossimità della nuova stagione riproduttiva. Diverso è il caso di preparazione alle cove attraverso la somministrazione di vitamine, aminoacidi e sali minerali, la cui modalità di impiego va considerata da caso a caso in virtù di numerosi fattori, primo fra tutti il regime alimentare degli uccelli.
Gino Conzo

veterinario@cardellino.it