Egr. dott. Conzo,
ho già avuto modo di rivolgermi a Lei che ritengo la voce più autorevole nel firmamento della medicina aviaria dove molto spesso si opera senza alcuna consapevolezza ma solo per tentativi.
Mi rivolgo a lei per chiederle un parere a proposito del fatto che già in due occasioni ho perso l'intera nidiata di canarini a causa di probabili infezioni intestinali ai piccoli per cui gli stessi sopravvivono solo 5 giorni pur curati amorevolmente dai genitori.
I nidiacei presentano il temuto punto nero che dovrebbe essere la conferma di patologie epatiche o gastroenteriche.
Vengo al dunque, premesso che non faccio terapie precove mi attengo alle più elementari norme igieniche come fare per ovviare all'inconveniente, quando è necessario intervenire e con quale prodotto?
Vorrei continuare in questo hobby restando pulito (qualcuno lo è ancora?) le sembra una cosa possibile?
La ringrazio di cuore e la saluto cordialmente.



RISPOSTA

Bisognerebbe innanzitutto diagnosticare la malattia che affligge i suoi
nidiacei (con ogni probabilità colibacillosi) e soprattutto stabilire con
analisi di laboratorio a quale antibiotico tali germi sono sensibili dal
momento che non è possibile, in questi casi, consigliare un farmaco
"sicuramente" efficace.
Questo dovrebbe essere il modo comune d'agire proprio per non procedere,
come dice lei, per tentativi e nel massimo rispetto degli uccelli che si
allevano (non è forse anche questo "allevare in pulizia"?).
Saluti
Gino Conzo


veterinario@cardellino.it